sabato 14 ottobre 2017

...e continuano a chiamarla muta!

Come chi mi legge sa, mia sorella Nala ha un anno. A un certo punto la mamma Clo ha cominciato a parlare della muta. E io non capivo proprio perchè lo facesse, visto che mia sorella Nala parla un sacco, anche troppo per i miei gusti. Parla a voce alta con il postino e i corrieri, strilla con il vicino quando percorre il vialetto con il motorino e il casco sulla testa, risponde a Pluto e alla Gilda, chiacchiera con Zizou quando sale sul tavolo e lei gli gira intorno intorno, esattamente come fanno gli squali, ma con la coda per aria al posto della pinna. Fa lunghi discorsi anche con papà quando torna dal lavoro intorno alle 4 del mattino e ci sveglia tutti. Insomma non sta praticamente mai zitta, la mamma Clo è pure convinta che l'abbia chiamata "mamma" più di una volta... se lo dice lei...
Il fatto è che, mentre io facevo tutti questi ragionamenti nella mia testa jackosa, l'intera casa stava scomparendo sotto un'impressionante e filamentosa coltre di pelo nero. E lì ho capito cos'è questa muta. Si chiama così evidentemente perchè quando il pelo cade da mia sorella non fa rumore, tranne quando la mamma si ostina a spazzolarla e lei se ne lamenta non poco, mugolando sconsolata. Da quando è iniziata questo misterioso fenomeno (e da qui parte la sigla di quark) io trovo i peli ovunque, nella cuccia, nella ciotola, sopra la mia pallina queck preferita, sul divano, sotto le zampe, trascinate in giro dalla tartaruga, nonostante la mamma Clo continui a passare l'aspirapolvere che a noi non piace per niente perchè fa un sacco di rumore. A questo punto mi sono immaginata Nala come gli alberi d'inverno quando sono cadute tutte le foglie! Rimarrà nuda? La mamma l'altro giorno ha detto che se continua così farà non un cuscino ma un intero materasso di pelo... E poi, tutto su un colpo, un altro pensiero oscuro si è fatto strada: sarebbe successo anche a me? Ma la mamma mi ha rassicurata, l'ho sentita mentre diceva a papà che io lo perdo tutto l'anno, un pochino ma sempre. Ah ecco. Allora a me hanno dato i ricambi di default. Per fortuna, ho più optional. Speriamo che Nala si "rimpeli" in fretta perchè se continua così ho due opzioni: dovrò impegnare la mia pallina (quella di scorta) per comprarle una pelliccia nuova, mentre il piano B prevede di andare da quello che disegna i capelli a Berlusconi, che glieli fa benissimo.

lunedì 11 settembre 2017

All'inizio era la palla...

 Buongiorno amici. Anzi buonanotte perchè ho già fatto l'ultima passeggiata del giorno ed era buio e piuttosto umidiccio. Ma non intendo parlarvi del clima e del fatto che la mamma mi ha già infilato l'impermeabile "perbagnarmimeno". Volevo scrivere un'ode alla palla gatto. A quella magnifica invenzione della Farm Company che mi era arrivata dalla zia Manu. All'inizio non ne ero entusiasta, era una palla come tante altre, poi ho scoperto che potevo iniziare a "fridizzarla" a dovere. Perciò ho rotto sotto e ho creato un bucolino a misura di crocchetta. L'ideale per infilarne un bel po' e giocare a spingerla con il naso qui e lì, per terra, sull'erba e, perfino sul divano. Lo scopo del gioco era far uscire quel delizioso contenuto spargendolo ovunque e slurpandolo un po' per volta. Così quella palla con gli occhi a palla (e come se no, è una palla!) è diventata la mia palla preferita. Le altre pfui, due minuti ed erano in brandellini. Neanche da mettere a paragone. L'ho aromatizzata al gusto terra, trifoglio, rosmarino, salvia e anche infradito di papà. Aveva un posto d'onore nella libreria, sapevo dove trovarla. Questo è durato per circa 5 anni. Poi è arrivata lei, la "piccola" di casa, che possiede un parco giochi di circa una quarantina di varietà di passatempi, dal tiraemolla alle varie versioni dei kong, dai frisbee ai pupazzi di ogni sorta. E, invece, indovinate?
Un giorno torno a casa e mi trovo la mia adorata palla gatto senza orecchie, senza occhi e con un enorme buco sotto. Sapete cos'ha avuto il coraggio di dirmi, la piccola peste nera? Voleva convincermi che era un'opera d'arte, un omaggio a me, sua sorella maggiore, a forma di cuore perchè mi vuole tanto tanto bene. Stentavo a riconoscerla, mi sentivo disorientata, ho insistito perchè la mamma mi ci mettesse lo stesso le crocchette ma uscivano subito tutte, un disastro!
Depressa. Ero depressa. Finchè non ho sentito la telefonata tra la mamma e la zia Manu. La stava cercando! Una nuova palla gatto. Però non è stata un'impresa facile. La mamma ha chiamato la Farm Company che le produce e la signorina Elisa è stata così gentile da aiutarla a trovarla! Risultato? Dovrebbero arrivarmene addirittura due. Non ci posso credere, sono impaziente. Speriamo che me le spediscano in fretta. E che a mia sorella Nala sia passata la fissa per i capolavori distruttivi. Altrimenti le spiego due cosette a denti scoperti. Quando arrivano vi mostro una foto evento. Notte a tutti ragazzi e, non dimenticatevi: #jackpower

 



giovedì 31 agosto 2017

Il primo soccorso veterinario a Jesolo, facciamoli studiare gli umani!

Alzi la zampa chiunque di voi va volentieri dal veterinario! Sì ok mia sorella Nala non fa testo, perchè è una novellina e bacia tutti. Però per evitare dolorini e malattie alquanto fastidiose e curarci ogni tanto una visitina è bene farla. Se siamo in vacanza poi, possono succedere degli incontri poco simpatici, come quelle gelatinose meduse. La prima volta che ne ho vista una, pensavo che fosse budino. Per fortuna la mamma Clo mi ha avvertita in tempo altrimenti l'avrei assaggiata volentieri, o mi ci sarei rotolata sopra mentre mi impanavo dopo il bagnetto... E poi, chi lo sapeva che anche a noi vengono i colpi di calore? Preferisco i polpi lessi! Poi, soprattutto a noi ragazze delicate, può capitare una dermatite! E allora è bene che i nostri umani sappiano cosa fare mentre aspettano di raggiungere il vet più vicino. Sabato 2 settembre siamo tutti alla Bau Bau Beach di Jesolo ad accompagnare gli umani alla scuola di primo soccorso veterinario. Alle volte bastano pochi accorgimenti e ci sentiamo subito meglio! Vi aspetto con le vostre mamme e i vostri papà bipedi! Baucini stellari marini a tutti!



lunedì 7 agosto 2017

Mamma, siamo sicuri che non sono una farfalla?

Buongiorno amicibau. Oggi vi faccio vedere come sono in versione cosplayer, anzi direi canplayer. Una sera, invece di mettermi la pettorina la mamma ha pensato bene di trasformarmi da farfacane o se preferite da canfalla. Stava lì a farfugliare sul signore degli agnelli, mi ha raccontato del sogno di una notte di mezza estate e ha detto che sono la sua fatina dei boschi. Sarà, ma finchè non sgancia una crocca non mi convince tanto, ho pensato io.
Ok, però devo ammettere che il rosa mi dona decisamente, ma queste ali sono troppo leggere per volare... Possibile che io non possa avere un deltaplano o un parapendio? Oppure un paracadute come lo zio Ivan? Almeno così se casco non mi sciupo il mio splendido lato b. Alla fine ho fatto la fotomodella per trenta secondi e ci ho guadagnato un pezzo di carota croccante e due pescetti secchi. Ecco perchè tutte le umane vogliono fare le modelle! Si guadagna proprio bene. Topmodel fatevi da parte che io il catwalk me lo mangio con tutta la coda!

sabato 29 luglio 2017

Lo zampuale della perfetta infermiera


Mmmmm, vediamo, mamma Clo quali sono i sintomi del giorno? Hai il naso tappato? ANCORA? Allora, per non saper miagolare nè grufolare, io direi che, come dice lo zio doc Ennio, hai il setto nasale deviale e te lo tieni così com'è oppure te lo fai scalpellare. Però considera che Michelangelo è morto da un sacco di tempo e dopo qualcosa meno di 300 anni lo ha seguito pure Canova. 
A questo punto cerchiamo di capire se si tratta di: un semplice raffreddore, la sinusite che ti sei presa facendo selezione al privé in discoteca mezza nuda, oppure l'allergia a tutto quello che si muove, dai microbi agli orsi grizzly. 
Nel dubbio partiamo dalla cura miracolosa standard: ti sto appiccicata come una cozza. Ho posizionato le cucce accanto al letto e alla scrivania, il tappetino in bagno e c'è da considerare la mia, seppur ingiusta, percentuale di divano. Si sa che stare al calduccio risolve un sacco di magagne. Io ti offro la mia pelliccia in tutto il suo caduco splendore. E mica è colpa mia se ti vesti sempre di nero. 
Ecco così la posizione è giusta, perchè ti riparo anche i bronchi così usi meno lo spruzzetto quando rantoli. Lo senti il benefico effetto del jack balsamico? Sì perchè prima di venire da te mi sono strusciata sul rosmarino e sulla salvia. E anche su uno schitto di gabbiano e su un verme morto, ma quello è utile per gli anticorpi.
Ecco, vedi che impari? Questa è la posizione giusta, con l'aggiunta di sbaciucchiamento selvatico. Così guarisci in fretta! Dovrò insegnare a mia sorella a darmi il cambio ogni tanto, giusto il tempo di farmi un goccetto alla ciotola, o di fare una pipì veloce. Il fatto è che Nala sa solo leccarti forte con quella lingua lunga a bistecca, e se resti umida, cara mamma, non è che ti faccia un gran bene. 
Un ultimo suggerimento, vedi di vestirti bene! Ah questi umani senza pelliccia...
Beh insomma mamma, adesso è caldo per imitare l'omino Michelin. Mi prendi in giro? Facciamo così, ti propongo un pomeriggio rilassante davanti all'armadio. Io sto sul lettone e tu ti provi tutti i vestiti starnutendo come una matta e dici, nell'ordine, che sembri una balena spiaggiata, Fiona di Shrek o Adele che si è inghiottita Bridget Jones prima del lifting total body. E invece no mamma, per me resti sempre Uma Thurman in Kill Bill, compriamo una tutina gialla e facciamo una strage di gatti giapponesi?






 





giovedì 27 luglio 2017

Nessuno può mettere Frida in un angolo! (Dirty Sheepdog)




Oggi sono decisamente contrariata. Ieri la mamma e zia Mary hanno deciso di fare una gita lunga con me e mia sorella. Prima abbiamo incontrato Leo, un amico maltese in un caffè a Pordenone. Che poi, posso dire, di maltesi carucci ne abbiamo anche qui a portata di mano, non occorreva fare tutta quella strada...E vabbè, facciamole contente. Poi erano tutte entusiaste e hanno parlato per tutto il tragitto di mia sorella. E ok, è nuova, quindi mi sono rassegnata. Ma arrivati dagli zii Antonella e Francesco, mi aspettava una sorpresa. Io già pregustavo una lunga corsa sul prato ad annusare cacchette di pecora e magari assaggiarne una ogni tanto. Oppure avrei potuto stupirli tutti e fare il pig russell! Sì come Babe, il maialino coraggioso! 
L'idea mi piaceva, avrei arricciato la coda e spiegato alle lanose che dovevano ascoltarmi, in una versione aggiornata di "montone, pecora e agnello". Avete idea? La mamma mi avrebbe portato a esibirmi sul palco di Italia's got talent, così avrei potuto limonare Frank Matano! (cuoricino). 
E invece, la dura realtà. Altro che Babe, io ieri incarnavo Baby di Dirty Dancing, senza che arrivasse quel figo di Patrick Swayze a tirarmi fuori dall'auto dove mi hanno rinchiusa. Ma chi se ne frega se ero al fresco, all'ombra, con i finestrini aperti. Io mi appello ad Amjacksty International! Vi faccio finire tutti dentro per maltrattamenti! Se c'era lo zio Claudio, intendo il mio adorato zio Comandante, vi faceva correre tutti. 
Ho urlato per tutto il tempo contro l'apartheid, la reclusione forzata, la mancanza totale di crocchette e premietti. Non c'era neppure un'ambulanza veterinaria nei dintorni! E se avessi avuto un mancamento, mi si fosse spezzata un'unghia, infeltrito il pelo? Alla fine ho realizzato che si trattava di razzismo bello e buono. Io sono una jackina, mia sorella un border collie da lavoro (ma che lavoro e lavoro, si diverte tutto il tempo a distruggermi le pallette!). 
Continuando a lamentarmi a voce alta, protesta condivisa dag altri 5 border, relegati in un enorme recinto "al fresco" loro malgrado, cosa mi tocca vedere? Mia mamma che si commuove guardando mia sorella Nala correre intorno a un gregge di pecore che si chiedevano l'un l'altra chi fosse. E correva, correva, correva e ancora correva. E tutti a dirla brava, anche in inglese! I "good girl" si sprecavano, mentre io rasentavo la laringite, spiegando che stavano calpestando i miei diritti, oltre alle cacchette di pecora.
(le immagini sono di repertorio, perchè ero reclusa e non potevo scattarne di esclusive)
Ma, dico io, Nala non ha neppure provato a papparsi una pecora! Non si è appesa al pelo, non ha fatto altro che correre. Ah, che delusione. Eh, lo so, noi cani da caccia siamo incompresi, perchè ragazzi vi assicuro, in barba a tutti i vegani del mondo, che io quando guardo le pecore, le penso tutte allo stesso modo, così e nella mia ciotola! So che lo zio Cristiano Todeschini mi capisce.
Conclusione della storia? Sono riuscita a stare con zia Antonella giusto per pochi minuti, in cui parlavano, indovinate, di mia sorella. Così ho scatenato un anatema jackino e, come di consueto ha funzionato.
Stamattina all'alba la mamma si è alzata perchè il cane da pastore voleva uscire, così apre la porta e crolla al buio sul divano, senza accorgersi che quell'enorme sorella nera aveva vomitato pranzo e cena di ieri, esattamente dove si era seduta. Eh, ragazzi, chi la fa l'aspetti.
Non si può mettere Frida in un auto!
"Now, I've had the time of my life! No, I never felt like this before... yes I swear, it's the truth and I owe it all to you, cara sorella!"





martedì 25 luglio 2017

Io vagabonda


Buongiorno a tutti. Oggi vi racconto di domenica sera, alias la mia night out. Sì avete capito bene, a un certo punto, di ritorno da Agordo, avevo bisogno di un po' di intimità in giardino perchè il viaggio mi aveva scombussolato il pancino. E quindi... siccome mia sorella Nala mi stava addosso, ho pensato bene di uscire dal cancelletto che porta al garage e cercare un posticino appartato tutto per me. 
Questa è la mia versione dei fatti. Nella foto seguente, quella della mia mamma che era stanchina e le era caduta la palpebra mentre stava accomodata sul divano.
Dopo circa un quarto d'ora di pisolo, la mamma è venuta a chiamarci in giardino. Nala si è presentata con il frisbee d'ordinanza in bocca. La mia versione dei fatti è che non l'ho sentita. E non l'ho sentita perchè stavo gironzolando, tutta nuda senza collare e guinzaglio, per il quartiere, attraversando la strada dove mi pareva giusto, riattraversandola dove sentivo un odorino invitante e facendo gli sberleffi agli altri cani dei vicini chiusi nei giardini. D'altronde, dopo sette anni, un giretto in solitaria è il minimo. La mamma Clo non è dello stesso parere e infatti ha avuto delle apparizioni del genere, mentre urlava, correndo a destra e a manca per il giardino vuoto, il mio nome.
Per me invece si aprivano prospettive fantastiche, e mi sono soffermata un pochetto davanti al cancello di quel fighissimo di Baloo per vedere se usciva in giardino... avevo gli occhi a cuoricino e la coda arricciata.
Quello che non immaginavo invece era che alla mamma sono passate davanti un milione di immagini traumatiche e aveva perfino pensato di ingaggiare questi due per cercarmi.
Io stavo zampettando tranquillamente, annusando alberi, aiuole, seguendo il solito tragitto serale, visto che la mamma era stanca. Mi era parsa un'ottima idea. 
Al contrario, mamma dopo dieci minuti aveva già in mente questo film, dove il cane muore sotto un camion e l'angelo Michael lo riporta in vita, con notevole spargimento di piume. Sì sì, bella scusa per avere a che fare con John Travolta, ma magari non occorre che mi faccia spianare da un tir.
Finito il mio giretto mi era venuta sete, così mi sono appostata davanti al cancello chiuso, prima o poi mi avrebbe aperto o l'avrebbe avvertita Nala che ero lì.
E che è successo? E' arrivata lì con gli occhi a palla, fuori dalla testa, me ne ha dette tante tante, tutte concentrate in cinque minuti di strilletti e lacrime a profusione, però poi sono stata vittima di una scena che neppure in Hachiko avrebbe funzionato tanto bene. Mi ha presa in braccio mi ha detto che non può vivere assolutamente senza di me, che sono la sua salvavita e che non devo più allontanarmi altrimenti le viene un coccolone (chissà che è, a me le coccole grosse piacciono e di brutto ma i maschi delle coccole non so cosa siano...). Insomma una marea di baci dopo tutto è tornato alla normalità: io nella cuccia leopardata, mamma sul divano esausta (ogni tanto mi cercava con la mano penzoloni), Pilù a cena in piscina e la Nala ad annusare il sedere di Zizou che tentava di graffiarla, spaparanzato sul tavolo. Tutto è bene quel che finisce bene.